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Music Man StingRay
Anno di introduzione
1976
Costruttore
Music Man (dal 1984 Ernie Ball Music Man)
Paese
USA (San Luis Obispo, California)
Corpo
Frassino (ash) o mogano
Manico
Acero, bolt-on (6 viti dal 1984)
Tastiera
Acero, palissandro o ebano (anche fretless)
Tasti
21
Scala
34″ (long scale)
Pickup
Humbucker singolo al ponte (alnico)
Elettronica
Attiva, preamp a 2 bande (originale) o 3 bande (dal 1988)
Controlli
Volume, bassi, alti (+ medi nella versione 3 bande)
Alimentazione
1 batteria 9V (2 batterie in alcune versioni)
La storia del Music Man StingRay è inseparabile dalla storia di Leo Fender dopo la vendita della sua azienda alla CBS nel 1965. Fender aveva firmato una clausola di non concorrenza decennale che gli impediva di lavorare nel settore degli strumenti musicali. Ma nel 1971, due suoi ex collaboratori, Forrest White e Tom Walker, lasciarono Fender e fondarono una nuova società, inizialmente chiamata Tri-Sonix e poi Music Man. Leo Fender entrò come socio silenzioso e finanziatore, rimanendo nell’ombra fino alla scadenza della clausola. Quando questa scadde nel 1975, Fender fu nominato presidente di Music Man e potè finalmente tornare a fare quello che sapeva fare meglio: progettare strumenti.
1976 — Il debutto al NAMM
Lo StingRay Bass debutta al NAMM Show nel 1976, progettato da Leo Fender, Tom Walker e Forrest White, con il contributo fondamentale di Sterling Ball come beta tester. È il primo basso di produzione in serie a montare un preamp attivo a bordo, una rivoluzione assoluta per l’epoca. La disposizione delle meccaniche 3+1 e il ponte massiccio in acciaio lo distinguono immediatamente da tutto quello che esisteva sul mercato.
1976–1979 — L’era Leo Fender
I primissimi StingRay, prodotti tra il 1976 e il 1979, sono oggi tra i bassi vintage più ricercati al mondo. Il preamp originale a due bande, progettato da Tom Walker e rivestito di epossidico per impedirne la copia, produceva un suono unico che nessun altro strumento aveva. I corpi erano in frassino leggero, i manici in acero con tastiera in acero, e ogni strumento veniva testato manualmente prima di uscire dalla fabbrica.
1979 — La rottura con Leo Fender
Nel novembre 1979 i rapporti tra Leo Fender e Music Man si deteriorarono definitivamente, culminando in una lite fisica tra Fender e Walker per un errore nella produzione di un lotto di chitarre. Fender lasciò Music Man e fondò G&L Musical Instruments insieme a George Fullerton.
1984 — Ernie Ball acquista Music Man
Il 7 marzo 1984 Ernie Ball acquistò Music Man per una cifra simbolica, includendo marchi, inventario e magazzino, ma nessuna fabbrica. Sterling Ball prese il controllo dell’azienda. Sotto la guida degli Ernie Ball, lo StingRay tornò a essere uno strumento di altissima qualità, con l’introduzione del preamp a tre bande nel 1988 e del manico a sei viti.
1988 — Il preamp a tre bande
L’introduzione del preamp a tre bande, con il controllo dei medi aggiunto al volume, bassi e alti originali, fu uno dei momenti più importanti nella storia dello StingRay. La possibilità di esaltare o tagliare le frequenze medie aprì un universo di possibilità sonore e rese lo strumento ancora più versatile.
2005–oggi — Nuove configurazioni e il 50° anniversario
Nel 2005 furono introdotte le configurazioni HS e HH. Nel 2026 lo StingRay ha celebrato i suoi 50 anni con una versione anniversario a tiratura limitata ispirata al modello originale del 1976, quotata 3.399 dollari.
Il Music Man StingRay ha un suono che non si confonde con nessun altro basso al mondo. Il singolo humbucker alnico al ponte, combinato con il preamp attivo, produce un timbro potente, puntuto, con un attacco percussivo immediato e una presenza in gamma media che taglia il mix come un coltello. Non è il suono caldo e rotondo del Precision, non è il growl articolato del Jazz Bass: è qualcosa di completamente diverso, più moderno, più aggressivo, con una brillantezza controllata che lo rende ideale per stili che richiedono presenza e definizione.
Il preamp attivo è il cuore del suono StingRay. La versione a due bande originale, con controllo di bassi e alti, permetteva di modellare il suono in modo molto più efficace di qualsiasi basso passivo dell’epoca. La versione a tre bande, introdotta nel 1988 con il controllo dei medi aggiunto, ampliò ulteriormente le possibilità, rendendolo straordinariamente versatile nonostante il singolo pickup.
Il pickup humbucker al ponte è anche la ragione per cui lo StingRay è diventato lo strumento di riferimento per lo slap bass. Louis Johnson, uno dei pionieri della tecnica slap, fu tra i primissimi a suonarlo e il suono che ricavava era qualcosa che non si era mai sentito prima: percussivo, brillante, con uno schiocco del pollice e un pull delle dita che si sentivano distintamente sopra ogni altro strumento del mix.
Un aspetto tecnico spesso sottovalutato è il contributo del ponte massiccio in acciaio temprato al sustain e alla risposta percussiva dello strumento. La massa del ponte, combinata con il manico in acero bolt-on a sei viti, crea un accoppiamento meccanico rigido che trasferisce le vibrazioni delle corde in modo diretto ed efficiente. È uno dei motivi per cui lo StingRay ha un attacco così immediato e una risposta così precisa.
Il Music Man StingRay ha trovato casa nelle mani di alcuni dei bassisti più influenti degli ultimi cinquant’anni, attraverso generi musicali apparentemente lontanissimi tra loro:
Flea e lo StingRay dei Red Hot Chili Peppers. Flea è probabilmente il bassista più associato allo StingRay nella cultura popolare contemporanea. Il suo approccio allo strumento, un mix esplosivo di slap aggressivo, linee melodiche intricate e puro istinto ritmico, ha definito il suono dei Red Hot Chili Peppers per decenni. Flea ha usato lo StingRay su album fondamentali come Blood Sugar Sex Magik, Californication e By the Way. La sua tecnica slap sullo StingRay, con i bassi esaltati e gli alti aperti al massimo del preamp, è diventata uno dei suoni più riconoscibili del rock alternativo degli anni ’90.
Tony Levin e l’uso inaspettato. Se Flea rappresenta la faccia funk e rock dello StingRay, Tony Levin ne ha dimostrato la versatilità in contesti completamente diversi. Levin ha usato lo StingRay con Peter Gabriel e King Crimson, dimostrando che quel suono potente e definito funziona anche nel progressive rock più elaborato e nella musica d’avanguardia.


